
Andrea Berto: Hammond, Keyboards
Carlo Ozzella: Vocals, Guitar, Harmonica
Claudio Lauria: Saxophone
Roberto Cito: Bass Guitar, Background Vocals
Sebastiano Gibilisco: Guitar
Simone Puzzi: Drums
Stefano Gilardoni: Piano
“Sparks fly on 57th Street”!
La scintilla che dà origine alla 57th Street Band scocca nell'aprile del 2005. Andrea, che assieme al suo amico Simone sta cercando da tempo di mettere in piedi un tributo a Bruce Springsteen, grazie ad un'amicizia comune incontra Stefano, il pianista che ancora mancava affinché il progetto potesse partire. Alla fatidica domanda "Ti piacerebbe suonare Springsteen?", Stefano risponde sincero "Conosco solo BORN IN THE USA, però imparo in fretta!"
Meno di un mese dopo, i ragazzi sono in sala prove al mitico Mantas di Milano, che avrebbe chiuso i battenti di lì a poco. La formazione originale comprende Carlo (voce, chitarra, armonica, presenza scenica e sorrisi alle fan), Andrea (organo hammond, tastiere, movimenti danzanti sul repertorio anni ’80 di Bruce), Simone (batteria, fill ripetuti della stessa, massaggi al cantante prima dello show, fondatore del partito dei fan di Vini Lopez in contrapposizione a quello dei fan di Mighty Max Weinberg), Roberto (basso, cori, 400m piani), Davide (chitarra elettrica, il primo ed unico al mondo che a differenza di tutti i chitarristi di nascosto abbassa anziché alzare l’ampli), Stefano (piano, ragtime, grandi bevute di vino in compagnia, commenti taglienti non richiesti ma elargiti con estrema generosità), Alessandro (chitarra acustica da seduto: bravo ma assai poco rock). La prima prova rende immediatamente l'idea del carattere della band: infatti i primi tre brani portati in repertorio sono INCIDENT ON 57TH STREET (un segno?!?), ROLL OF THE DICE e DARKENSS ON THE EDGE OF TOWN. Una selezione decisamente non scontata...
Now this is the important part... La band c’è e inizia a costruire il suo repertorio ma manca ancora di un elemento fondamentale: un sassofonista! Non appare in una notte di pioggia e vento sul lungomare di Asbury Park, ma dalla Milano - Meda, uscita Seveso: nell’estate del 2005 arriva Claudio, amico di Roberto, in origine per nulla fan di Springsteen. Si sarebbe ricreduto da lì a poco, diventando una delle colonne portanti della band!
“They made that change uptown and Claudio joined the band”...
In questa prima formazione da 8 elementi la band è ancora senza nome. Lo trova in occasione del suo primo concerto. Siamo nel dicembre del 2005: Andrea si è appena laureato e vuole che la band suoni alla sua festa. La band si presenta e quando i partecipanti chiedono il nome del gruppo, Carlo non vuole farsi trovare impreparato ed improvvisa: nasce così ufficialmente la 57th Street Band. Ancora oggi sono pochi gli eletti in grado di pronunciare queste parole con sicurezza, ancora meno quelle in grado di ricordarle una volta usciti dal locale...
La band comincia a macinare concerti, a suonare dal vivo sempre più spesso, ma il 2006 è principalmente un anno di cambiamenti. Dapprima Alessandro abbandona il gruppo: parafrasando il detto "l'umanità si divide in due categorie: quelli che amano Springsteen e quelli che non l'hanno mai visto dal vivo", Alessandro rientra nella seconda categoria. Non verrà rimpiazzato ma lascerà ai posteri un suo assolo struggente su SAD EYES, proprio durante il famoso concerto di esordio, a testimonianza delle sue enormi capacità tecniche e di improvvisazione. Qualche mese dopo anche Davide lascia il gruppo, in seguito a qualche incomprensione. Verrà sostituito da Sebastiano, talentuoso chitarrista trinacrino, che accetta la sfida impossibile di preparare l'intero repertorio della band in sole due settimane, giusto in tempo per partecipare al concerto in programma per il 21 novembre 2006. Sebastiano riesce nell'impresa, eccome se riesce! Diventa così il consolidato settimo elemento della band, entrando nella memoria collettiva per la sua maniera "agonistica" di suonare l'assolo di JUNGLELAND.
La band trova così la sua formazione ideale, che si è mantenuta immutata dal 2006 ad oggi. I concerti sono stati numerosi e continuano a susseguirsi senza sosta, un po' ovunque nel nord Italia. Alcuni sono rimasti memorabili, come quello alla “Blues House” di Milano nell’ottobre del 2010, a Chiavenna (SO) sotto la pioggia nel maggio del 2007, quelli open air alla “Festa Del Borgo” di Clusone (BG) e a Trescore Balneario (BG) nell’agosto e nel settembre del 2013 o quello al “Roxy Bar” di Porlezza (CO), nell’estate del 2014, davanti ad un numeroso e scalmanato pubblico di olandesi, svizzeri e tedeschi. Talvolta la 57th Street Band si esibisce anche in formazione acustica e ridotta, proponendosi in base alle esigenze in 3, 4 o 5 elementi.
Numerose sono poi le avventure musicali e le collaborazioni nate sotto il "cappello" della 57th Street Band.
Stefano, appena entrato nella tribute band, viene "rapito" da Carlo per diventare il sesto elemento fisso nella sua band storica, i leggendari Barbablues.
Claudio, Roberto e Carlo invece formano nei primi mesi del 2006 il primo nucleo della band ad assetto variabile chiamata The Acoustic Side, band in cui si alternano diversi musicisti e cantanti, in base alle necessità e alle disponibilità. Al progetto ha partecipato talvolta anche Stefano.
Su un'idea di Stefano viene creato, con Simone, Alessandro ed altri musicisti, un gruppo bossanova. Il progetto, che vedrà l'alternanza di tre cantanti, durerà soltanto dal 2008 al 2010.
Andrea e Simone creano nel 2008 i "Jacked Required", una cover band con repertorio esclusivamente degli anni ‘80 che sta riscuotendo un notevole successo nella zona del milanese.
Carlo nel 2011 comincia anche un fortunato percorso solista, che lo porta ad incidere un EP e due dischi e a riscuotere successo anche in qualità di autore di brani originali.
That’s all folks, almeno per ora. Come dice il Nostro...
…“see ya upon the road”!
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